Attimi…
Tutti/molti pensano che le cose cambino nel preciso istante in cui accade qualcosa..nel momento in cui ti laurei diventi laureato, nel momento in cui ti assumono diventi un lavoratore…nel momento in cui ti sposi diventi sposato…nel momento in cui ti nasce un figlio diventi padre….
Eppure non è così….
Ci sono momenti, attimi, istanti, frazioni di secondi inattese e impreviste in cui senza accorgetene realizzi che qualcosa è cambiato…
Oggi ho avuto quell’impressione ed è come una strada senza ritorno, puoi provare a convincerti che non sia così, che ti sei sbagliato o altro….ma non c’è niente da fare…c’è qualcosa di diverso, punto e basta.
Non ci resta duqnue che sperare che la strada nuova oltre che diversa sia anche migliore di quella vecchia.
Buona fortuna…comunque CI vada
Appunti per una casa che verrà
Capita che un semplicissimo appartamento da arredare faccia nascere la curiosità per tutto quello che è l’interior designer…sedie, tavoli, pavimenti, quadri, salotti, bagni, librerie sono tutte scelte che si devono fare e, come sempre, ogni scelta comporta un ragionamento, un percorso logico (a volte lo è solo per noi stessi) e con un punto di partenza e uno di arrivo. Si scopre così di avere idee, gusti, impressioni, feeling, consigli da prendere e da dare…nasce così l’idea di questa rubrica o, per meglio dire, di una sorta di quaderno degli appunti dove raccogliere foto, idee, indirizzi e chi più ne ha più ne metta.
Se vi va seguitemi in questa avventura…
Appunti per una casa che verrà:
A fare la differenza, a volte, può essere anche un particolare, un oggetto solitamente relegato nel background ma che invece, grazie ad un po’ di fantasia e originalità, può guadagnare la scena, attirare l’attenzione e rimanere impresso.
In quest’ottica può essere vista l’idea di utilizzare come portariviste o porta vinili una vecchia cassetta della frutta, magari re-dipinta. Sono sicuro che non passerà inosservata!!!
Un violento temporale che si schianta contro al sole (questa frase nella versione del video ufficiale è stata cambiata purtroppo!!!), un bel bacio, un nodo in gola, dei sorrisi così. Una lotta a gonfie vele, tu mi hai rotto le parole e non ti capisco al volo, se non voli con me. A sto cuore muscoloso piace fare l’indifeso, ma ti spaccherebbe il muso in silenzio… Sa che sostenerti è la mia impresa, giorni neri e giorni rosa, il finale è una sorpresa che non voglio sapere. I giorni che ho vissuto e lo sporco sul vestito e la faccia del bandito quando chiedi perché puoi ferirmi con un dito, mille lacrime al minuto, ma la trama del film muto mi continua a piacere.
E ricomincian le nuvole a giocare col vento, disegnando di bianco il fondo piatto del ciel.
E continuan le nuvole a lottare col vento disegnando di bianco il fondo piatto del cielo.
Salve, loro si chiamano Nobraino e sono uno dei gruppi più interessanti che mi è capitato di scoprire negli ultimi anni. Canzone nazional-popolare nel vero senso della parola ma assolutamente moderna…storie di persone, storie di un’Italia che forse non c’è più o che forse ci sarà sempre (solo un po’ più nascosta adesso). L’unico limite che hanno è che per apprezzarli davvero appieno bisognerebbe prima vederli dal vivo e poi ascoltare i loro cd, a tale riguardo vi consiglio di guardare assolutissimamente la loro ospitata di qualche anno fa al programma “Parla con me” della Dandini, in quel caso si capisce subito che hanno una marcia in più (personalità!!!).
Conosceteli e fateli conoscere..ma non troppo, sono un po’ geloso!!
E Se Dio fosse uno di noi ???
Cantava Eugenio Finanrdi…La stessa cosa deve essersela chiesta Benjamin Bechet che ha dato vita a questo reportage sulla vita reale dei supereroi. Così troviamo un Batman imborghesito e accompagnato fermo a fare benzina alla sua BMW (e la BatMobile???!!!), destino decisamente meno fortunato per il povero Spiderman ridotto a fare il lavavetri e Cenerentola che…
Appunti per una casa che verrà…e i rischi che si corrono
Seguo ormai centinaia di siti che presentano soluzioni per interni, sedie, tavoli, poltrone, letti, quadri, vasi e chi più ne ha più ne metta. In media ogni cinque minuti trovo qualcosa che mi piace e da ognuna di queste cose che colpisce la mia attenzione a cascata ne seguono altre e poi altre ancora e così via, morale della storia ad oggi penso che potrei già arredare 100 case.
Questo flusso di coscienza “arredatoriale” mi ha portato però a pensare ad alcuni rischi che si possono correre:
- mio padre diceva sempre “anche 100 mele fanno ingrassare”:allo stesso modo penso che la ricerca estenuante, assillante, a tutti i costi e in tutte le cose dell’originalità possa creare da una parte un effetto di “artificialità”, alla fine la casa è fatta per essere vissuta, usata, sporcata, pulita nella vita di tutti i giorni e dall’altra un effetto di straniamento sia in chi la vive che in chi poi ne è ospite. Diciamocelo: come si può mettere una vasca da bagno in mezzo alla camera da letto??!!
- il secondo è quello della pesantezza e più idee si hanno più si rischia di finirci dentro a piè pari. A discapito di noi “pesanti” (sono consapevole che le probabilità che anche io commetta quest’errore sono altissime) potrei dire che si tratta di una logica conseguenza dettata dalla passione, dalla sovraesposizione a stimoli e dall’ipersensibilità per tutto ciò che può aggiungere quel “quid” in più. Insomma per dirlo in parole povere: per prosciugare il fondo di idee ci vorrebbe una casa nuova al giorno.
- il terzo più che un rischio diciamo che è un’arma a doppio taglio e bisogna essere molto ma molto bravi a trovare il giusto equilibrio. Il concetto è più o meno quello della “foto sfuocata”: la si vede in un book di un fotografo e sembra un’opera d’arte, un’idea geniale, la facciamo noi e la cancelliamo subito appena fatta e così si finisce a fare le classiche foto tutti in posa e sorridenti. Allo stesso modo, si vedono delle soluzioni (magari di colori) su delle riviste, ce ne s’innamora e si vorrebbe riprodurla nella propria casa, poi però quando si arriva al punto nudo e crudo di doverlo comprare, si ritorna concreti e ci appare davanti la mamma che dice “ma cosa vuoi comprare quella roba lì!!!..Devi sempre essere diverso dagli altri, un bel divano, una libreria/credenza, un letto e un tavolo dove mangiare”. Tutto vero mamma, la mamma ha sempre ragione, ma almeno facciamolo con stil e originalità. Come dicevamo però bisogna stare molto attenti perché dall’altra parte il rischio è quello di farsi lasciare trasportare dalle riviste, dalla fantasia e dalla voglia di stupire.
Voi che ne pensate? C’è qualcuno che ne pensa qualcosa?
Appunti per una casa che verrà:
Molti sottovalutano il ruolo del “verde”in una casa e così finiscono con il relegare due o tre piantine di rosmarino e qualche viola sul balcone.
Il verde è vita, colore, stagioni che passano, è cura, attenzioni che si devono avere. Così, un fiore sul lavandino del bagno, una piccola pianta sul lavabo o tra piatti e bicchieri, un angolo più rigoglioso in salotto sono tutte soluzioni che possono contribuire a dare quel senso di “famiglia”, di luogo dove si vive ogni giorno, dove entra luce.
Da un punto di vista prettamente “d’arredamento” i rischi che si possono correre sono quelli di eccedere, siamo pur sempre in una casa non in un giardino o in una giungla, dell’incuria, niente nature morte lasciate a se stesse, e soprattutto niente soluzioni di fortuna come piattini di plastica sotto per non sporcare o vasi in plasticone da esterni adattati. Se questi sono i rischi, dall’altra parte le potenzialità/vantaggi possono essere enormi sia, come detto sopra, per quanto riguarda il verde in sé sia per quanto riguarda vasi e contenitori vari che possono essere utilizzati. Una stessa soluzione adottata per tutte le camere della casa può creare una sorta di leitmotiv, di continuità; oggetti adattati a vasi possono comunicare creatività/ingegnosità/originalità; colori diversi e vivaci possono creare uno stacco sdrammatizzando la stanza.
Appunti per una casa che verrà:
Ecco un altro workspace che mi piace! Il concetto sembra è sempre il solito (ecco come si scopre di avere un gusto e una idea ben precisa su qualcosa?!!):
- Tavolo in legno molto spartano poggiato su due cavalletti (che siano proprio loro a dare quel senso di “da lavoro”??!!). In alternativa il tavolo potrebbe essere anche laccato bianco con solo i sostegni in legno.
- Computer portatile (Mac ovviamente).
- Lampada da tavolo molto spartana ma anche tecnica
- E per concludere davanti a sé una lavagna o un pannello dove poter puntinare/graffettare/fermare&concretizzare idee, pensieri, passioni del momento, appunti.
Appunti per una casa che verrà:
se “questa casa che verrà” avrà abbastanza spazio sarebbe bello creare un piccolo “workspace”, anzi direi un mix fra work&fun space dove poter mettere il computer, appoggiare delle riviste, stampare e appendere qualche foglio, due o tre cartoline…un piccolo angolo più disordinato, mutevole e anche pratico.
Appunti per una casa che verrà:
“cura e ricerca del particolare”, “sintonia con il resto dell’arredamento”. Sono queste due componenti molto importanti che possono fare la differenza. Che sia chiaro che non si deve sempre cercare la cosa particolare, “diversa, stravagante….non bisogna mai dimenticarsi il giustissimo detto “il troppo stroppia”…ma anche nelle semplicità e a buon mercato adesso si possono trovare oggetti in grado di lasciare una impronta di stile. Se il legno la fa da padrona in salotto e cucina non mi sembra male l’idea di accompagnare il tutto con accessori in legno anche grigio o nero.
Appunti per una casa che verrà:
se non si fosse ancora capito una delle mie passioni solo le fotografie e sicuramente queste devono giocare un ruolo importante in una casa.
Ecco allora che questa idea di tappezzare i muri del corridoio risulta essere davvero bella anzi mi vere più da dire affascinante. Affascinante perché racchiude in sé un crossover di stili.
Da una parte sembra dare un tono di solennità e classicità quasi a ricordare quelle biblioteche dei college americani dove sotto quello stesso tipo di lampade troviamo solitamente appesi quadri raffiguranti fondatori, personaggi famosi, ammiragli o generali. Dall’altra invece le scelte dell’irregolarità nelle dimensioni e nelle forme delle cornici e soprattutto il colore rosso riescono perfettamente a sdrammatizzare il tutto rendendo quei pochi passi tra una stanza e l’altra un bellissimo tuffo nei ricordi di coloro che abitano la casa.
Appunti per una casa che verrà:
e per rimanere in tema di librerie, ecco Spiga realizzata dal designer Gianluca Sgalippa e commercializzata esclusivamente da Enzyma. Chiamat così perché riprende le forme della spiga di grano è disponibile in tantissimi colori e può essere “stortata” a piacimento. Potrebbe essere una soluzione originale anche come porta cd.
Appunti per una casa che verrà:
Se c’era una cosa di cui inizialmente ero certo era che la libreria sarebbe stata a tutta parete. Ma è bello anche cambiare idea o no?!! Ed è così che adesso non ne sono più così certo e mi sto sempre più convincendo ad optare per una soluzione come quella nella fotografia..magari un po’ più spessa e appoggiata direttamente a terra. A ben pensarci (secondo me è ovvio), infatti, questa nuova soluzione ci potrebbe consentire di:
- dare un po’ di luce e respiro alla stanza: una parete completamente occupata da una libreria, in un ambiente piccolo, potrebbe correre il rischio di appesantire, soffocare la stanza e allo stesso tempo togliere un po’ di luce (il peso della cultura come si suol dire…)
- regalare un appoggio per lo stereo, il giradischi e suppellettile varie e, allo stesso tempo, uno spazio di parete bianca dove magari appendere un poster o un quadro.
Qualcuno vuole dire la sua???
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noncecrisinelmercatodellebugie:
Geniale, ipnotico e tremendamente a tempo!!!!
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